Questa è una guida divulgativa, non un’allerta meteorologica in corso. DANA è l’acronimo spagnolo di depressione isolata in quota, spesso avvicinata al termine goccia fredda. È una circolazione di bassa pressione nella media e alta troposfera separata dal flusso principale occidentale. Descrive una struttura atmosferica, non una catastrofe. Quando coincidono umidità, instabilità e sollevamento può favorire temporali violenti, ma gli impatti gravi non sono automatici.
Che cos’è esattamente una DANA?
Alle medie latitudini le correnti in quota scorrono in genere da ovest a est formando onde. Un’onda può approfondirsi, restringersi e infine staccarsi. A sud della corrente a getto resta così una circolazione chiusa di aria relativamente fredda e basse altezze geopotenziali.
La diagnosi si effettua sulle carte in quota, per esempio a 500 hPa, non sulla quantità di pioggia al suolo. Un temporale, una strada allagata o una sola immagine radar non dimostrano quindi la presenza di una DANA.
Dalla saccatura alla circolazione isolata
- Il flusso occidentale sviluppa una profonda saccatura in quota verso sud.
- Il collo dell’onda si restringe fino alla possibile separazione dal flusso principale.
- Resta una depressione chiusa che può muoversi lentamente o seguire una traiettoria difficile da prevedere.
Non tutte le saccature si isolano. La nostra guida sulla saccatura in quota spiega la fase connessa e la differenza.
Perché non garantisce piogge torrenziali
L’aria fredda in quota può aumentare il contrasto con aria calda e umida nei bassi strati e favorire l’instabilità. Per produrre forti piogge devono però coincidere altri ingredienti:
- Umidità sufficiente, spesso trasportata da un mare caldo.
- Sollevamento dovuto a convergenza, rilievi, fronti o altre forzanti.
- Instabilità capace di sostenere profonde correnti ascendenti.
- Persistenza o ripetizione delle celle sulla stessa area.
La posizione rispetto agli afflussi umidi e alle zone di ascesa conta più del solo centro su una carta. Con aria secca o debole sollevamento si possono avere solo nubi, rovesci isolati o poca pioggia.
Non ogni pioggia intensa è dovuta a una DANA
Un fronte attivo, una depressione al suolo, una linea di convergenza, un temporale organizzato o un flusso umido contro i rilievi possono produrre grandi accumuli. Viceversa, una depressione isolata non causa automaticamente un’alluvione. Intensità e durata della pioggia, umidità precedente del suolo, bacino, drenaggio urbano, esposizione e vulnerabilità determinano gli effetti.
“Goccia fredda” è un’espressione storica spesso usata in modo troppo ampio per il maltempo mediterraneo. AEMET usa DANA per una specifica struttura dinamica e ricorda che non tutte le DANAs producono un forte impatto.
Come riconoscerla sulle mappe
- Su una carta a 500 hPa cerca una circolazione chiusa separata dal flusso principale.
- Controlla la temperatura in quota e segui l’evoluzione in più corse modellistiche.
- Combina carte di umidità, vento, pressione al suolo e precipitazione.
- Usa le probabilità d’ensemble: piccoli cambi di traiettoria spostano l’area più esposta.
- Confronta poi con satellite, radar, osservazioni e allerte ufficiali.
Una carta colorata condivisa online non è una previsione locale. L’incertezza può essere maggiore con sistemi isolati e lenti; guarda la finestra temporale e l’area di rischio, non un singolo valore molti giorni prima.
Struttura, allerta e alluvione sono concetti diversi
DANA identifica la struttura in quota. Un’allerta comunica che un fenomeno pericoloso potrebbe superare soglie in un’area e periodo. Un’alluvione è un effetto idrologico determinato da pioggia e territorio. Confonderli porta ad allarmarsi per la sola parola DANA o a sottovalutare una pioggia pericolosa con un’altra causa.
Durante forti piogge consulta il servizio meteorologico nazionale e le autorità. Meteoalarm riunisce le allerte ufficiali europee; per la Spagna AEMET pubblica gli avvisi in corso.
Come comportarsi
- Non attraversare acqua in movimento a piedi né in auto.
- Evita valloni, alvei asciutti, sottopassi, seminterrati e zone depresse.
- Considera l’intero bacino: un alveo può crescere senza pioggia locale. Leggi la guida sulle piene in valloni e alvei asciutti.
- Segui le istruzioni locali: prevalgono sulla propria interpretazione delle mappe.
